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Annamarea
io mi dico è stato meglio lasciarci...
 
 
 
 
           
       

GIUGNO '73

Tua madre ce l'ha molto con me

perché sono sposato e in più canto

però canto bene e non so se tua madre

sia altrettanto capace a vergognarsi di me

La gazza che ti ho regalato

è morta, tua sorella ne ha pianto,

quel giorno non avevano fiori, peccato,

quel giorno vendevano gazze parlanti.

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre

a dirmi "ciao come stai",

insomma non proprio a cantare

per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te

però vestono in modo un po' strano

mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi

"Sono loro stasera i migliori che abbiamo"

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa

nell'imbuto di un polsino slacciato.

I miei amici ti hanno dato la mano,

li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.

E tu aspetta un amore più fidato

il tuo accendino sai io l'ho già regalato

e lo stesso quei due peli d'elefante

mi fermavano il sangue

li ho dati a un passante.

Poi il resto viene sempre da sé

i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati

io mi dico è stato meglio lasciarci

che non esserci mai incontrati.


Dura partita coi ricordi,
per ora vincono loro...

 
22 dicembre 2007

TI AUGURO

  

Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa...
 
Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei momenti tristi...
 
Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari…
 
Ti auguro la primavera e la meraviglia di
constatare che è sempre migliore di quanto
avevi osato sperare.
 
Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
un mazzo di denti di leone appassiti,
una caramella succhiata a metà,
una rana
un bacio...
 
Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello.
 
Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e,
dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera.
 
Ti auguro di rimanere affascinato dall’infinita
varietà della vita animale…
 
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,
conquistata con pazienza e amore.
 
Ti auguro che tu possa non dover comprare
l’amore al prezzo dell’umiliazione.
 
Ti auguro che tu possa sempre trovare le
parole giuste per mantenere al loro posto gli spacconi
e avere abbastanza forza nelle ginocchia
per camminare con dignità.
 
Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore e giudizi accorti.
 
Ti auguro la gioia di essere desiderato,
e di trovare il regalo perfetto,
sentire il profumo della terra, dal prato aperto.
 
Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente,
con una calligrafia che non vedevi da anni.
 
Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
 
Ti auguro lettere sciupate,
macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci.
 
Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.
 
Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista,
l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.
 
Ti auguro felicità...
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
 
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare, di correre il rischio d’amare. 
 
Tratta la felicità con gentilezza:
è un prestito


Pam Brow




permalink | inviato da Annamarea il 22/12/2007 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


 

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