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Annamarea
io mi dico è stato meglio lasciarci...
 
 
 
 
           
       

GIUGNO '73

Tua madre ce l'ha molto con me

perché sono sposato e in più canto

però canto bene e non so se tua madre

sia altrettanto capace a vergognarsi di me

La gazza che ti ho regalato

è morta, tua sorella ne ha pianto,

quel giorno non avevano fiori, peccato,

quel giorno vendevano gazze parlanti.

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre

a dirmi "ciao come stai",

insomma non proprio a cantare

per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te

però vestono in modo un po' strano

mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi

"Sono loro stasera i migliori che abbiamo"

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa

nell'imbuto di un polsino slacciato.

I miei amici ti hanno dato la mano,

li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.

E tu aspetta un amore più fidato

il tuo accendino sai io l'ho già regalato

e lo stesso quei due peli d'elefante

mi fermavano il sangue

li ho dati a un passante.

Poi il resto viene sempre da sé

i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati

io mi dico è stato meglio lasciarci

che non esserci mai incontrati.


Dura partita coi ricordi,
per ora vincono loro...

 
5 maggio 2007

Notte agitata

C’è stato un tempo, quando soffrivo molto, che, oltre ad essere il soggetto dei miei pensieri durante il giorno, lo era spesso anche dei miei sogni notturni, più che altro incubi, tanto che dormivo pochissimo e avevo quasi paura ad addormentarmi.

Da parecchio non accadeva più, quindi una specie di piccolo miglioramento, nemmeno percepito consciamente, c’era stato… ultimamente non sognavo niente, o forse i sogni non erano così dolorosi da essere ricordati.

Questa notte è capitato di nuovo, il nodo di attesa in cui mi sono auto-sospesa si sta forse sciogliendo.

Questo a grandi linee il sogno.

Mi trovavo in ufficio, lui è entrato per riprendersi delle chiavi.

In silenzio le ho tolte dalla borsa e gliele ho restituite.

Lui sorrideva, chiacchierava, sicuro, io non gli ho mai rivolto la parola o lo sguardo.

Ma non provavo un sentimento di rabbia, ero tranquilla... (nel sogno!!!!)

La mia reazione lo ha stupito un po’, non più di tanto, ed ha continuato a parlare (ma non ricordo una sola parola di ciò che diceva).

Poi mi sono spostata in un angolo e ho chiuso gli occhi.

Nel frattempo sono arrivate delle colleghe per salutarlo, lui ha ripreso la sua baldanza parlando del più e del meno.

C’era un letto in fondo alla stanza e mentre loro chiacchieravano, ho scostato le coperte per coricarmi, poi il sogno è finito.

                       

Strano, chissà quali segnali la mia mente mi vuole mandare…




permalink | inviato da il 5/5/2007 alle 9:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


 

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